sabato 18 settembre 2010

Dalla Segreteria Nazionale


Dalla Segreteria Nazionale : Appuntamenti


Sabato 9 Ottobre 2010

A Lucca si terrà il convegno sulle “Radici Cristiane d’Europa”, per affermare le nostre identità storiche e culturali ed anche per rimettere in discussione la “presenza onnipotente” di un “superStato” che inizia a privarci delle libertà fondamentali.

Ore 17.00 presso l’Albergo Eurostar, in Viale Europa n° 1135 - Lucca

Questo appuntamento annulla quest’anno la riunione dei “quadri”


Sabato 16 Ottobre 2010-09-17

A Parma si terrà il convegno sul tema “La grande truffa del 1789: chiave di lettura della moderna società”, dove si parlerò di rivoluzione e controrivoluzione, attualizzando, beninteso, temi ed argomenti, per costruire una società migliore e ripensare lo Stato moderno che sta diventando sempre più onnipotente.

Ore 16.30 in Via San Leonardo n° 47 - Parma


Per quanto riguarda le celebrazioni del 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, Alleanza Monarchica promuoverà incontri per approfondire il tema : “Lo Statuto Albertino: le radici della nostra libertà”
Le linee guida sono quelle di evidenziare la politica di riforme e di progresso sociale perseguita da Casa Savoia.

Imminente anche un incontro con i Principi di Casa Savoia per coordinare una grande manifestazione pubblica, auspicata, in particolare, dal Principe Vittorio Emanuele.

La mostra itinerante su “Casa Savoia una famiglia italiana” continua a riscuotere enorme successo e tutto ciò, fa ben sperare.

Imminente pure il convegno studi del movimento giovanile, che conferma l’attivismo e la concretezza d’azione di questo gruppo.

Ricordiamo ancora la pubblicazione “RifletteRE” quaderno di orientamento politico del Movimento giovanile, e l’iniziativa riguardante la televisione tematica REX1

Queste ed altre iniziative di Alleanza Monarchica, come riportato sulla recente “circolare” dell’11 settembre a tutti i Dirigenti, Amici e collaboratori, che abbiamo voluto riassumere in questo avviso online !

A presto
Alberto Conterio
Commissario per il Piemonte  

martedì 7 settembre 2010

Festa Democratica Nazionale


Festa Democratica Nazionale

Sottotitolata “L’Italia si Riunisce a Torino”, la Festa Democratica Nazionale organizzata dal Partito Democratico a Torino, a partire dal 28 agosto, si concluderà domenica 12 settembre.
L’insieme dei lavori mi pare positivo. Intanto l’Unità della nostra Patria non sembra essere messa in discussione, ed è già un grosso risultato dopo anni di abbandono, quando non di denigrazione (vedasi gli estremismi della Lega Nord) e poi, cosa più importante, seguendo i lavori (…su Radio Radicale) si ha l’impressione dopo anni, che si torni a parlare di politica con argomenti.
Gli interventi di D’Alema  così come quelli di alcuni ospiti (vedasi Casini dell’Udc) sono tutti improntati finalmente a proposte serie e logiche. Certo, fanno ancora eccezione personaggi come Gianni Letta, che vivono nel rancore e fanno dell’antiberlusconismo la sola ragione di vita, ma ritengo che risultino minoritari finalmente.
Berlusconi infatti deve essere superato sulle idee, sulle proposte, sulla politica pratica insomma se vogliamo infatti che la nostra Patria abbia un futuro.
Il PD sembra a questo punto aver trovato la via percorribile. Dovrà sicuramente far scendere ancora dal suo carro personaggi improponibili come Di Pietro, che pareggia in volgarità ed inutilità le peggiori caratteristiche della Lega Nord. Allora sarà pronto per una coalizione moderata, che potrà vedere assieme forze mosse dallo stesso senso logico di collaborazione reale, per il futuro del nostro Paese.

Bene !

07.09.2010 - Alberto Conterio

lunedì 30 agosto 2010

Aumentano le piccole Tv sul Web

Ancora in vacanza tra i “miei” boschi fresci ed umidi di questo fine agosto, leggo in linea un articolo molto interessante della Redazione ondine di “La Stampa” di Torino a proposito delle Tv sul Web, e non posso non pensare a Rex 1 di Lorenzo Beato, nostro geniale Segretario Giovanile di Alleanza Monarchica - Stella e Corona.
Vi propongo l’articolo, perché penso che sia illuminante della grande idea avuta da Lorenzo, dall’idea Tv Web in generale, e delle possibilità offerte da sfruttare :

“Il progetto interuniversitario "Altratv.tv" ha analizzato il panorama che negli ultimi anni si è arricchito sempre più di piccole tv su Internet, realizzate da videomaker per passione, gruppi di associazionismo e consorzi di giornalisti. Nel 2009 questi canali erano 284, oggi se ne registrano 346.
Si tratta di iniziative messe in piedi con entusiasmo e investimenti contenuti, grazie all’abbattimento dei costi del digitale, diffuse anche nei territori spesso non coperti dai media generalisti o non raggiunti da banda larga. Tutte insieme, fa sapere ’Altratv’, “se teletrasmettessero a rete unificata e in alcune occasioni è successo, con Rita101 e con Liberarete, farebbero quasi 500.000 utenti unici. In alcuni casi, un 40% degli accessi arriva dalle comunità di italiani all’estero o da realtà estere in relazione con l’Italia”.
Dalla nuova mappa pubblicata di Altratv.tv, emerge come la moltiplicazione dei canali sia «distribuita ora in modo parzialmente omogeneo in tutto il territorio italiano» e «si inverte invece il trend che ha visto un proliferare di canali lontani dai contesti metropolitani: nel 2010 la mappa della videopartecipazione dal basso si infittisce su Roma, Milano e Napoli. Moltiplicazione di canali anche in Emilia Romagna e in Puglia. Il dato che sorprende è la crescita delle web tv in Abruzzo. Complici il disastro del terremoto aquilano e la volontà di colmare un vuoto informativo, in queste zone le esperienze di videonarrazione dal basso si sono moltiplicate”.

Appare subito chiaro, che escludendo le tre aree in cui la concentrazione demografica “comanda”, cioè, Roma, Milano e Napoli, negli altri casi, Emilia Romagna, Puglia e Abruzzo, gli incrementi sono dovuti a situazioni di grande fervore politico o da grande disagio informativo.
L’Emilia Romagna è da sempre una fucina politica (degli eccessi), ma anche la Puglia oggi, dove la Presidenza Vendola, ha creato forti tensioni così come forti seguiti nella popolazione crea questa necessità alternativa di “comunicare”. In Abruzzo, la voglia di raccontare la verità poi, si scontra con l’omertà dei Media “autorizzati” dal regime di Governo, ed il Web diventa come in Cina, l’ultima frontiera !

La mia riflessione è che l’idea di Lorenzo con Rex 1, debba essere in tutti i modi coltivata, perché cresca, non solo in qualità, ma soprattutto in quantità di offerta e presenza. Non voglio essere frainteso, …non dico che dobbiamo abbandonare la via della qualità dell’informazione data, ma che su uno spazio infinito come è il Web, il moltiplicarsi di queste iniziative, tende a nascondere nella massa questa lodevole iniziativa. La goccia nel mare insomma. Se due anni fa Rex 1, deteneva 1/284mo. dello spazio Web Tv italiano, oggi, sappiamo che detiene 1/346mo. Dello stesso spazio, e occorrerebbe inoltre capire in termini di ore di trasmissione qual è il peso della stessa emittente !
Rex 1, così può essere considerato il primo baluardo nostro, alla divulgazione dell’ideale che ci sta a cuore, perché e se è vero che chi cerca questa informazione alternativa, è scontento di quella ufficiale, vuol anche dire, che è persona che indirettamente ritiene il sistema Italia repubblica, un “regime” contrario al buon vivere, quindi in ultima analisi, costui, è la persona più adatta ad captare e a condividere il nostro ideale !!!
500.000 persone con queste credenziali o biglietto da visita non possono essere ignorate da chi come noi è alla continua ricerca di visibilità. Ecco perché secondo il mio parere sarebbe bene studiare assieme come poter dare il massimo aiuto agli amici di Roma, per moltiplicare le ore di trasmissione, gli argomenti trattati, e quant’altro possa servire a far parlare la Monarchia perché sia non solo conosciuta, ma apprezzata e richiesta.

Alberto Conterio - 27.08.2010

venerdì 30 luglio 2010

29 luglio : 110° Anniversario Regicidio di Monza


29 luglio : 110° Anniversario
Regicidio di Monza

29 luglio 2010

Oggi ricorre il 110° Anniversario della morte di SM il Re Umberto I di Savoia per mano di un assassino di strada, tanto brutale quanto imbelle.
Tra tutte le manifestazioni in programma, ho scelto in silenzio, quella di sabato 24 luglio indetta dalle Guardie d’Onore di Milano, che ringrazio per il gentile invito.
Buona la partecipazione in generale. Buono anche il messaggio trasmesso a coloro che hanno assistito al “corteo” …un poco sorpresi, perplessi ed anche incuriositi forse.

Quello che mi permetto di aggiungere, e che non ho visto proposte, non ho percepito provocazioni.
Attenzione, non desidero la rissa in piazza o per le vie di Monza, come poteva succedere a certi comizi all’aperto negli anni ’70 del secolo appena trascorso, ma mi piacerebbe andare un pochino oltre la sola commemorazione, foto di gruppo e Santa Messa in ricordo.
Ripeto per essere chiaro, NON DESIDERO FARE CRITICHE a nessuno, ma faccio una proposta per l’anno prossimo. Stessa organizzazione e programma, ma con una novità :

Facciamo la richiesta al Comune per poter piantare un Gazebo in piazza davanti al Duomo, raccogliamo delle firme per una petizione popolare in favore dell’eliminazione a livello nazionale dalle toponomastiche cittadine di tutti i riferimenti al nome dell’assassino già citato. Non sono poche le località che ne hanno purtroppo !!!
Inviamo a tutte le Amministrazioni Regionali e Provinciali copia del testo della petizione così come alle Direzioni dei principali quotidiani nazionali e locali ecc. ecc. Cerchiamo insomma di non storicizzare il nostro ideale, ma di renderlo attuale con idee, proposte, provocazioni anche !

Resto a disposizione di chiunque voglia sviluppare questa idea.

Alberto Conterio
Commissario per il Piemonte
Alleanza Monarchica - Stella e Corona

lunedì 19 luglio 2010

Sul Mondiale di Calcio e la Monarchia

I nostri amici repubblicani, non fanno passare nulla... guardate cosa sono riusciti a scrivere delle finali al mondiale di calcio in Sud Africa :


Quel mondiale monarchico è un pò retrò

di Giuseppe De Bellis
09 luglio 2010
La finale inedita. Partita ideale per la rivincita della vecchia Europa. Spagna unita dal calcio e addio Olanda multietnica
Il Mondiale della democrazia ha scelto la monarchia. Spagna-Olanda: re, regine, palazzi e cortigiani. Una corona per la vita e una per il pallone. La Reina Sofia fa imbarazzare i giocatori spagnoli quando entra nello spogliatoio di Durban e loro sono ancora in mutande. Un sorriso per i fotografi: il difensore centrale Piqué sembra un bambino al quale è appena caduto l’asciugamano sotto il quale si sta cambiando il costume da bagno. Lei, la regina, non si scompone: questa è la sua patria che ha vinto, che per la prima volta arriva alla finale di una coppa del mondo di calcio. Imbarazzo? Per una cosa così non c’è disagio neanche se di fronte c’è un ragazzo in mutande. Un basco, poi. Cioè uno che non riconosce neanche la corona come potere e come simbolo. La regina applaude e applaude anche Piqué, che alla fine di questo Mondiale potrà rinnegare monarchia e Castiglia, ma adesso non ce la fa. Perché il pallone ha il potere di posticipare anche contestazioni o rivendicazioni politico-sociali. La Spagna oggi è una sola, anche se non lo è mai stata.
La democrazia del pallone che ha scelto l’Africa per raccontare al mondo il suo spirito repubblicano e collegiale si trova in finale la tradizione reale. Così l’Olanda trova in tribuna il principe ereditario Willem Alexander con la principessa Maxima Zorreguieta: sciarpa arancione per entrambi e per lei anche un sottogiacca dello stesso colore. L’orgoglio di appartenenza: i reali si sentono parte di una nazione grazie ai calciatori, la gente che guarda la tv, invece, s’identifica nei principi in tribuna. Signori e sudditi, nobili e popolino, tutti insieme nel nome del pallone e a questo punto anche dell’emblema di un casato. Borboni e Orange sono l’Europa del passato che torna nel futuro. Il pallone è un mezzo per la restaurazione simbolica. Perché non ci sarà la fine delle costituzioni democratiche, ma c’è un trionfo di diademi reali e immaginari, di stemmi nobiliari. Re, regine, palazzi e cortigiani, di nuovo. Le monarchie resistono: diverse da com’erano, moderne eppure fuorimoda. Ci sono, a scandire il tempo con ritmi diversi da quelli che il mondo ha stabilito per se stesso. Sembrano superate, forse lo sono, poi arriva una competizione globale come questa e le riscopriamo. Due in finale sono l’irripetibile che si concretizza. È uno schiaffo alla retorica di questo Mondiale che avrebbe dovuto essere il simbolo della libertà illiberale: della finta possibilità di realizzare i propri sogni. L’Africa sdoganata dal pallone, sapendo che alla cerimonia di chiusura del Mondiale il Continente Nero sarà di nuovo preda dei satrapi eletti, di presidenti della Repubblica che sono più despoti dei sovrani europei del Medioevo.
Il pallone s’è liberato del vestito che gli avevano cucito. Ha scelto Spagna e Olanda. Monarchia e tradizione calcistica. L’evento spacciato per il trionfo dello sport multietnico porta in fondo due Paesi che hanno scelto di essere fortemente identitari. L’Olanda di qualche anno fa era un misto di facce diverse e di radici opposte: non era il colore la differenza, ma la testa. Negli anni Novanta c’era talento, c’erano bianchi e neri, c’erano ex colonialisti ed ex colonizzati: due fazioni, due sistemi, due modi di pensare. Non c’era anima. Oggi la Nazionale pesca ragazzi omogenei di testa, più che di colore della pelle. Elia e Van Bronckhorst sono neri, ma sono identici culturalmente e calcisticamente a Sneijder o Robben, che invece sono bianchi di pelle e biondi di capelli.
La Spagna uguale. Non è la Germania fatta di turchi, brasiliani e polacchi diventati tedeschi di passaporto. Il multiculturalismo che s’è concessa è quello che divide e unisce catalani, castigliani, asturiani, andalusi, baschi. Multietnici nella stessa etnia. Come noi portiamo meridionali e settentrionali, montanari e isolani: tutti figli della loro terra, eppure tutti figli di una sola bandiera. La Spagna non è semplice come noi: ha rivalità e ostilità interne che emergono dal profondo della storia. Però è Spagna. Divisibile, modificabile, socialmente diversa al suo interno: Villa viene dalle miniere delle Asturie, Puyol dal mare della Catalogna. Uno ha fatto la gavetta per arrivare nel calcio vero, l’altro nel calcio vero è nato perché a Barcellona ti insegnano a diventare grande anche da piccolo. Diversi, certo. Però uguali. Hanno studiato sugli stessi libri, hanno visto gli stessi cartoni animati, hanno la stessa storia vista da prospettive diverse e da latitudini differenti. Il Mondiale avrebbe dovuto essere la presa di coscienza del calcio di essere la frontiera del nuovo mondo. Il pallone ha girato da un’altra parte. Spagna-Olanda. Una delle due sarà regina del mondo. Regina, non signora.
Nota della Redazione
Era venuto in mente anche a questa Redazione di “fotografare” la finale Spagna-Olanda, rimarcando il fatto che fosse la finale delle Corone, ma è stato solo un momento presto superato. Il ridicolo di questo ragionamento razzista, classista, abituato alla soppressione fisica di chi non la pensa secondo schema, di chi fa della discriminazione ideologica e politica una ragione del suo stesso sviluppo ci ha fatto velocemente rinsavire, sorridendo !
Purtroppo invece, questa debolezza appartiene tutta agli avversari della Monarchia. Il ridicolo di chi ha in obiettivo la repubblica globale e planetaria non ha infatti limite. Egli anche se “libero giornalista” istruito, s’è sentito in dovere di farci partecipi di quanto gli rode e gli brucia, la rabbia per un fatto “sportivo” come questo, perché resta un fatto sportivo, anche se incorniciato da Sovrani felici e sorridenti no ? Per superstizione (?) poi, ha dovuto spargere intorno a se l’aglio necessario ad allontanare idealmente lo spettro dell’odiato nemico ideologico, anche quando questo è portatore di giustizia, libertà, democrazia senza ombre, senza se e senza ma… citando i soliti luoghi comuni !
Questi Regni infatti, di Spagna e Paesi Bassi, non sono repubbliche delle banane sudamericane, e neppure “democratiche” repubbliche dittatoriali socialiste dell’Asia… ma restano Regni aimè… Fuori moda li definisce il cortese Sig. Giuseppe De Bellis.
Ci spiace veramente tanto per lui, per la sua suscettibilità, così come ci spiace per tutti coloro che utilizzano il cervello come una scheda perforata anni ’60 da utilizzarsi per ripetere a pappagallo slogan alla moda. Noi restiamo ancora affascinati da queste Monarchie retrò, un pochino fuori moda forse (?), ma sempre più a misura di popolo.
Alla prossima manifestazione sportiva cari repubblicani, …e che possa vincere semplicemente il migliore !
19.07.2010 - Redazione de “L’Araldo di Biella”

giovedì 15 luglio 2010

Stella e Corona : l’ultima difesa d’Italia

Continua la collaborazione ormai pressochè fissa con il quotidiano in linea Politicamentecorretto.com.

"Stella e Corona : L'ultima difesa d'Italia" è l'ultimo articolo pubblicato, in cui si parla della situazione politica italiana ad oggi ed i possibili sviluppi a breve termine.