martedì 12 gennaio 2010

Immigrazione, anno nuovo, problema vecchio...

Immigrazione

Anno nuovo, problema vecchio…

Il problema immigrazione, ci rimette con i piedi a terra dopo le feste di fine anno ed inizio del nuovo. L’emergenza è gravissima e non lascia dubbi sullo stato fortemente negativo delle politiche fino ad ora perseguite nel nostro Paese dai governi - tutti - tanto di sinistra quanto di destra.


A Rosarno in Calabria la situazione è chiaramente sfuggita di mano, e dopo alcuni giorni di vera battaglia urbana tra italiani ed extra comunitari, si contano numerosi contusi, polemiche a non finire e tutta una serie di accuse incrociate una più vera dell’altra. Soprattutto però - e riteniamo che sia un bene - si sono rotte quelle lenti fatte di ipocrisia e di opportunismo che deformavano le immagini che ci venivano fatte osservare.

L’immigrazione infatti, oltre ad essere un’opportunità come ci viene insegnato dal politicamente corretto, è prima di tutto un problema, ed un problema serio.

Abbiamo scritto sul numero di dicembre 2009, anticipando questi fatti, che non ci sentiamo razzisti, ma neppure fessi, e che non resteremo inermi di fronte alla “globalizzazione” delle razze pomposamente definite società multirazziali, perché questo teorema, bello nella teoria, non è applicabile in assenza di regole certe, conosciute, accettate e osservate da tutte le parti in causa - anche dagli extra comunitari quindi - e si fonda sul falso. La società multirazziale infatti, non esiste, perché raggiunto questo “risultato” si dovrebbe parlare più concretamente di società mono razziale, dove la nuova razza risultante non sarebbe altro che una forzatura che sorge sulle ceneri di tutte le società e razze da essa cancellate. Non quindi un processo di amore e di pace, ma un processo di brutale violenza forzata. Ma tant’è !

Le proposte di cittadinanza allargata e di diritto di voto agli stranieri, di passaporti concessi ai figli degli immigrati nati in Italia (per diritto di suolo quindi) portate avanti dalle sinistre ma anche dalla fondazione Fare Futuro, vicina al Presidente della Camera Gianfranco Fini, non ci vedono quindi favorevoli. Questa presa di posizione, non è data da un principio, come lo è per la Lega Nord, ma - riteniamo - perché ci sentiamo supportati da analisi continue della situazione vissute in strada. Siamo contrari insomma, perché queste proposte si vorrebbero attuare per tamponare una situazione che nella realtà non conosciamo. Questa è una realtà sconosciuta, falsata da demagogiche speranze e illusioni. Proprio i fatti di Rosarno ci hanno svelato quanto fossimo in errore e quanto male potremmo fare con esse alla nostra società, alla nostra cultura ed infine alla nostra civiltà.

Noi possiamo migliorare una situazione con interventi mirati, quando abbiamo il controllo della situazione, quando conosciamo nei minimi particolari il problema, quando infine dovessimo comprendere che tutte le nostre regole, pur conosciute ed osservate da tutti, non sono sufficienti ad un vivere pacifico e ad una ordinata integrazione dei flussi migratori.

Sappiamo bene invece, che questo non è, e quindi tutti i tentativi caotici di porre rimedio al grave problema ormai evidentissimo, non sono altro che interventi “necessari” alla politica (una parte della politica) per acquisire con essi una posizione di vantaggio (su un'altra parte politica) e non per porre la società al riparo dalle conseguenze che abbiamo avuto modo di vedere a Rosarno.

Occorre avere presente inoltre una verità che non può essere ignorata perché l’evoluzione stessa del nostro pianeta la prevede. L’Italia come tutti gli altri paesi al mondo non può opporvisi. Questa verità è rappresentata dai flussi migratori dei popoli sulla superficie della Terra, dalle regioni inospitali (o più povere) verso le regioni più ospitali (o più ricche). Non vi possono essere dubbi in merito. Accade da sempre, fin dall’era glaciale, quando gli uomini migravano verso temperature più miti per potersi moltiplicare. Al tempo stesso occorre essere sinceri fino in fondo, e preparare la nostra gente, alla inevitabile perdita di ricchezza (materiale) che ciò porterà. La regola dei vasi comunicanti rende bene l’idea… Se un contenitore pieno viene messo in comunicazione diretta con un contenitore vuoto, non otterremmo mai e poi mai, due contenitori pieni. Secondo il nostro grado di ottimismo, potremmo puntare al massimo ad avere due contenitori semi vuoti, o semi pieni. Queste è la regola che deve guidare la politica per risolvere la questione immigrazione : “l’onestà”

Giunti a questo - e pensiamo che sia già molto difficile - si può auspicare che tutti assieme si prenda coscienza, che dare preventivamente la cittadinanza italiana a tutti i clandestini che giungono sulle nostre coste con i gommoni, non è un atto dovuto o peggio un atto di bontà, perché molto spesso all’emigrante ciò non serve ad evitare poi, condizioni di schiavitù, orari di lavoro immorali e paghe da fame in nero.

Ciò che serve a queste “persone” come ha bel ricordato S.S. Benedetto XVI domenica scorsa, è la nostra sincerità e l’intenzione seria delle istituzioni ad aiutarli come uomini. Come ? Intanto con comunicati internazionali e a chiare parole, dove venga spiegato che in Italia vige un periodo prolungato di crisi, e che i posti di lavoro disponibili sono pochi e mal pagati. Che le condizioni per restare sul suolo italiano da “persone” rispettate e rispettabili sono “x”, “y” e “z”, e che la cittadinanza italiana si può sperare di ottenerla a condizione di rispettare la legge per il tempo indicato, senza scappatoie.

Internamente, la mano ferma sui clandestini non deve essere poi, una scusa per una facile polemica e propaganda politica tra le parti concorrenti, così come gli abusi degli Italiani su questi disperati, deve… e ripetiamo deve essere esemplare !

Concludendo vogliamo ricordare inoltre, che le persone che bussano alla nostra porta, non possono essere cacciate ! Dall’alto dei trenta secoli di storia e di civiltà che ci onoriamo di rappresentare nel mondo o per semplice carità Cristiana non possono che essere aiutate. Corrette quindi, sono le politiche internazionali che prevedono aiuti diretti nei Paesi di partenza dei flussi migratori per evitare che questi giungano alla nostra porta. Questo però a condizione che siano aiuti utili ad aprire uno sviluppo loro autonomo, non a sedare il morso della fame di stamane.

Non abbiamo scritto in queste righe la ricetta del miracolo, ma abbiamo fatto una riflessione ed una analisi, forse già fatta da molti, ma che pochissimi hanno il coraggio di rendere nota, perché prevede rinunce, sacrifici e adattabilità. Questi che un tempo sono stati “valori” che hanno fatto dell’Italia una Nazione solida ed unita, potrebbero forse farci conservare in futuro, almeno la nostra cultura e le nostre tradizioni. Non è poco di fronte all’inevitabile. Ci rendiamo altresì conto che questi valori oggi, sono ormai “parole” vuote, anzi parole fastidiose, che possono spaventare o influenzare negativamente l’elettorato. E allora avanti con la giostra, …un altro giro sta per cominciare !


Alberto Conterio - 12.01.2010

venerdì 8 gennaio 2010

Importante PETIZIONE

IMPORTANTE

Petizione per il rientro delle salme Reali tumulate all’estero

Cari amici monarchici,

l'Istituto per la Guardia d'Onore alla Reali Tombe del Pantheon, guidato dal Comandante Ugo D'Atri si rende protagonista di una iniziativa fondamentale che deve riscuotere il successo più ampio possibile e deve avere l'adesione incondizionata di tutti i monarchici al di là di ogni frammentazione possibile.

E' necessario l'impegno di tutti affinché la raccolta di firme da presentare al presidente del Senato, Presidente Schifani, sia la più corposa possibile.

A tale fine riporto il modulo per la raccolta di firme da spedire, una volta riempito in tutte le sue parti, alla sede del benemerito Istituto delle Guardie d'Onore :

I.N.G.O.R.T.P. Via della Minerva 20, 00186 Roma.

Al Comandante D'Atri va il mio personale ringraziamento per l'iniziativa e l'augurio di vedere coronata questa iniziativa dal migliore esito.

Alberto Conterio – 08.01.2010

Monarchia nel mondo

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