mercoledì 30 marzo 2011

L’ARALDO di Biella – Numero di Aprile 2011

L’ARALDO di Biella – Numero di Aprile 2011

È disponibile in linea il nuovo numero de “L’ARALDO di Biella” di Aprile. Il numero di questo mese, avrebbe richiesto un numero di pagine decisamente superiore; Il Giappone, la Libia, le manifestazioni per il 150° d’Italia e la “politica” interna nazionale forniscono infatti, numerosi spunti di riflessione.
Segnaliamo i seguenti articoli, che riteniamo attuali ed interessanti :

Società e cultura
G8, la Corte europea
assolve l'Italia
Pagina 2

Dirk Hamer,
quando il giornalismo usa male
le sue libertà
Pagina 4

Dell’Estero
La monarchia
premiata dagli Oscar
Pagina 9

Storia e tradizioni
Figli d’Israele, figli d’Italia
Pagina 10

Come nostra consuetudine abbiamo integrato gli articoli con numerose note, osservazioni e analisi della Redazione, per offrire al nostro lettore ulteriori strumenti di riflessione !

Redazione de “L’ARALDO di Biella” - 01.04.2011



Numero on line : 04.2011 – Aprile 2011

Opinioni Monarchiche: Libia : Ora non ci sono più dubbi !

Opinioni Monarchiche: Libia : Ora non ci sono più dubbi !: "Non ci sono più dubbi ! Il Governo italiano, già battuto sul piano decisionale dalla Francia e sul piano prettamente militare dal duo fran..."

venerdì 25 marzo 2011

G8, la Corte europea assolve l'Italia


G8, la Corte europea assolve l'Italia

24 marzo 2011

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha assolto l'Italia in merito alla vicenda della morte del giovane Carlo Giuliani, rimasto ucciso durante gli scontri al G8 di Genova nel luglio del 2001. Nella sentenza della Grande Camera della Corte, presa a maggioranza, è stato stabilito, che non c'è stata violazione dell'articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti umani, in merito al ricorso a un uso eccessivo della forza.


Inoltre, sempre a maggioranza, la Grande Camera ha ritenuto che non vi sia stata violazione, dello stesso articolo, per quanto riguarda l'organizzazione e la pianificazione delle operazioni di polizia durante il Vertice. Sempre a maggioranza, la Grande Camera ha escluso che vi siano state lacune nell'inchiesta sulla morte del giovane.

All'unanimità è stato invece ritenuto non necessario esaminare il caso in base all'articolo 3 (proibizione di trattamenti inumani o degradanti) e all'articolo 6 (diritto a un equo processo) della Convenzione. Sempre all'unanimità è stato stabilito che non c'è stata violazione dell'articolo 38 della Convenzione, (esame in contraddittorio della causa). Infine, la Grande Camera ha deciso a maggioranza che non c'è stata violazione dell'articolo 13 della Convenzione (diritto a un ricorso effettivo).

La sentenza è definitiva.

Il ricorso alla Corte era stato presentato dalla famiglia Giuliani, il padre Giuliano, la madre, Adele Gaggio, e la sorella Elena. Carlo Giuliani era rimasto ucciso in piazza Alimonda, a Genova, il 20 luglio del 2001, il secondo giorno del Vertice, da un colpo esploso dal carabiniere Mario Placanica, in seguito prosciolto.

Tratto da : www.avvenire.it/

Nostra osservazione…

Non ci voleva una Corte europea ha stabilire quanto stabilito, era sufficiente guardare la tragedia senza arroccarsi su posizioni politiche e criteri preconcetti che dipingono sempre a ovunque il manifestante come un bravo ragazzo indifeso ed il carabiniere un vendicativo tutore dell’ordine capitalista !
Bene, anzi …molto bene ! 

venerdì 18 marzo 2011

17 marzo 2011 : Buon compleanno Italia

17 marzo 2011 : Buon compleanno Italia
(volantinaggio monarchico a Biella)

E’ mancato il sole soltanto a coronare l’iniziativa di volantinaggio in Biella nella data di ieri 17 marzo 2011. Non ha piovuto comunque, nonostante un cielo grigio piombo. La temperatura mite infine ha fatto si, che le persone a passeggio per la città fossero davvero tante.
Tutto secondo il programma quindi, nonostante alcune defezioni dell’ultimo minuto per ragioni di salute, di alcuni nostri “giovanotti”.
La distribuzione del materiale, volantini (diritto e rovescio) e copie di Italia Reale è proceduta speditamente, ed in meno di 90 minuti siamo rimasti a mani vuote. Circa 200 copie del nostro mensile, in gran parte dell’edizione di febbraio, sono stati particolarmente apprezzati. Più del doppio i volantini. Il momento più favorevole si è avuto quando, al seguito della banda musicale della città di Biella è transitato per via Italia il corteo delle associazioni con i vari labari e bandiere. Tra la gente assiepata ai m argini della via per assistervi, abbiamo infatti continuato con profitto la distribuzione.


La curiosità di alcuni cittadini, qualche richiesta di spiegazioni circa il simbolo “Monarchici Uniti” riportato sui volantini, e qualche bel sorriso, ci hanno fatto intendere che la nostra presenza non era un disturbo, ma una piacevole sorpresa.


Alcuni amici, attirati dall’avviso comparso sull’edizione de “Il Biellese” di martedì 15, ci hanno appositamente raggiunti per una stretta di mano.
Peccato per la completa assenza della locale delegazione delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, da noi contattata senza alcun risultato. Un grazie di cuore invece, agli amici Andrea Zerbola, Riccardo Martines e Sandro Boffa, che disinteressatamente hanno reso possibile questa iniziativa. Grazie davvero !
Le modalità della stessa, il risultato di immagine e presenza, la raggiunta divulgazione di materiale ad un vasto numero di persone, sono sicuramente validi e fondati motivi per riproporci in altre sedi e con altri argomenti, allo scopo di tornare ben visibili nel panorama politico e culturale locale prima e nazionale poi.

Ancora un Buon compleanno alla nostra Patria e arrivederci alla prossima !

18.03.2011 - Alberto Conterio

Articolo del 15 marzo 2011 - Il Biellese

venerdì 11 marzo 2011

Climate Monitor

Segnaliamo questo interessante Blog  CLIMATE MONITOR gestito dal noto metereologo dell'Aeronautica Militare Guido Guidi, dove si possono trovare molti argomenti per ribattere il catastrofismo della nuova Religione ambientalista "Riscaldamento Globale" o "Cambiamento Climatico", perchè prevenire e meglio che curare !

Alberto Conterio

lunedì 7 marzo 2011

Riportare sul trono di Libia l'erede di Idris al-Senussi

Libia travolta, intelligence sconvolta

Per il dopo Gheddafi in Libia, riesumare il Re !
Il piano della Cia e degli 007 di Londra per riportare sul trono di Libia l'erede di Idris al-Senussi

di Gianni Cipriani - gianni.cipriani@globalist.it
03 marzo 2011

Il piano targato Cia e intelligence britannica, come tutti i progetti dei servizi segreti, dovrebbe essere super blindato. In realtà, proprio in questi giorni di guerra civile libica tra gli insorti della Cirenaica e delle altre città contro i lealisti di Gheddafi, alcuni segnali parlano assai chiaro: c'è un progetto avanzato a cui sta lavorando l'intelligence Usa e quella di Sua Maestà Britannica che ipotizza, per il dopo Gheddafi, il ritorno della monarchia. Una ipotesi a cui sta contribuendo, con un ruolo più marginale, anche l'Italia.

Scaricare Gheddafi ma salvare la Libia. Una soluzione che punta al raggiungimento di due obiettivi: evitare un vuoto di potere dopo l'eventuale cacciata del colonnello libico (che comunque è considerata certa, anche se non se ne possono prevedere al momento i tempi) che potrebbe portare ad una situazione di caos, ad una frammentazione del paese e rendere possibile una sorta di "irachenizzazione" o peggio "somalizzazione" di un paese la cui stabilità sta assai a cuore all'occidente - in primo luogo l'Europa - sia per questioni economiche ed energetiche che per la ben nota questione dell'immigrazione.

Dal Rais al Re, 40 anni dopo. Il secondo obiettivo del piano degli 007 anglo-americani è quello di riportare al potere una monarchia di sicura affidabilità occidentale, che si faccia garante di un graduale processo di democratizzazione. Da questo punto di vista il modello è la Giordania (ma con un tasso maggiore di democrazia rispetto ad Amman) dove al potere c'è re Abd Allah II, che è figlio di madre inglese, ha studiato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato perfino membro della Royal Military Academy Sandhurst, militando nell'esercito britannico con il grado di cadetto.


Monarca fumo di Londra. Cia e 007 vogliono mettere sul trono il principe Idris al-Senussi, a sua volta figlio del "principe nero" Sayyid Abdalla Abed Al Senussi, nipote del deposto re Idris, che aveva ricevuto dal nonno l'incarico di restaurare la "legittimità" in Libia il giorno in cui fosse stato cacciato Gheddafi. Idris-al Senussi, come è ben noto all'intelligence, non è solamente una figura rappresentativa, ma è da anni alla guida del movimento Sanussyyah (il movimento sanussiano) che ha come obiettivo una monarchia costituzionale e un governo democraticamente eletto.

Gli amici di Langley. I sanussiani, in tutti questi anni, hanno mantenuto strettissimi contatti con gruppi armati e di semplici oppositori politici sia dentro la Libia che all'estero. Inoltre alcuni libici in esilio hanno in questi anni ricevuto istruzione militare e finanziamenti direttamente dalla Cia nell'ipotesi (che oggi si sta manifestando) della fine di Gheddafi. Quindi Idris al-Senussi, per come è ipotizzato nel piano, non sarebbe un "fantoccio" imposto dall'occidente, ma un sovrano erede di una dinastia che legittimamente regnava e che, in questi anni, seppur dall'esilio ha mantenuto stretti contatti con settori importanti dell'establishment libico.

La notti romane. A questo si aggiunga che Idris al-Senussi non si presenterebbe come un nemico dell'occidente. Tutt'altro. Parla un italiano perfetto, ha vissuto a Roma dove ha mantenuto casa e amici (tra questi il duca d'Aosta) e gran parte della nobiltà romana e fiorentina. Ha lavorato per Eni, Condotte, Snaprogetti e Ansaldo: e' stato lui il mediatore di grandi affari come la costruzione del porto di Ras Laffan nel Qatar. Poi si è trasferito a Londra. Ultima notazione, tutt'altro che trascurabile in una prospettiva di intelligence, è che la seconda moglie, la spagnola Anna Maria Quinones de Leon, è una marchesa e questo garantisce un legame con re Juan Carlos. E la Spagna è un altro paese più che sensibile riguardo a ciò che accade nell'altra sponda del Mediterraneo.

La trattativa. Come è chiaro nel mondo dell'intelligence, un piano è un piano. Altra cosa è renderlo attuabile, perché è evidente che il dopo-Gheddafi fa gola a molti, sia all'interno che all'esterno della Libia. Dalle monarchie del Golfo che sperano di estendere la propria influenza ad altri settori dell'opposizione a Gheddafi, che puntano su un modello repubblicano. Quindi i giochi sono aperti. Anzi, apertissimi. Ma ci sono alcuni segnali che vanno in una direzione ben chiara, a cominciare dalla disponibilità di Idris al-Senussi che non più tardi di alcuni giorni fa, allo scoppio dei moti, si è dichiarato disposto a tornare. In secondo luogo non è secondario che gli insorti della Cirenaica sventolino la vecchia bandiera in uso con il re Idris (al Senussi tra l'altro è nato a Bengasi) che potrebbe diventare un elemento di unità nazionale che scongiuri il rischio di "somalizzazione" della Libia tra aree e tribù rivali.

Triangolare gli aiuti. In terzo luogo, allo stato attuale, gli insorti hanno chiaramente bisogno di riconoscimenti e aiuti internazionali per sconfiggere Gheddafi. Stando a quanto dicono gli analisi militari britannici mandati sul posto, allo stato attuale gli insorti non hanno alcuna possibilità di rovesciare militarmente il colonnello che ha armi, mercenari e denari sufficienti per finanziare la guerra. C'è bisogno di un intervento "esterno". Ed è questo, proprio in queste ore, oggetto di trattativa. Britannici, americani e italiani premono perché gli insorti, in cambio del riconoscimento, si dichiarino disponibili al ritorno della monarchia o quantomeno diano ad Idris al-Senussi un ruolo di rilievo. Il discorso è chiaro: non si ha nessuna voglia di aiutare rivoluzioni se queste, alla fine, aprono le porte ad una soluzione sfavorevole all'occidente.

La perfida Albione. In Iraq, dopo la guerra di Bush, è accaduto che i "nemici" iraniani abbiano esteso la loro area di influenza nel sud del paese e che gli Usa siano stati tagliati fuori dai principali affari petroliferi. Quindi ora la disponibilità ad aiutare gli insorti è subordinata alla pianificazione di un dopo-Gheddafi che non sia traumatico per Europa e Stati Uniti. Altri dettagli del piano/Senussi sono coperti, a protezione dei mediatori, che sono tanti, che stanno operando proprio in queste ore. Un segnale (che alla luce di questa storia diventa chiarissimo) emerge dalle parole del ministro degli esteri Frattini che ha parlato di contatti "discreti" con gli insorti e ha aggiunto: "I nostri amici inglesi ci hanno provato, il Consiglio ha detto ci rifiutiamo di incontrarli”.

L'ottava “sorella”. «Noi abbiamo delle conoscenze migliori di altri, siamo spesso richiesti in queste ore conoscendo coloro che sono lì. Conosciamo certo l'ex ministro della Giustizia libico ora a capo del consiglio di Bengasi, per i rapporti dell'Italia con la Libia. Conosciamo quella rete di ambasciatori libici che ha detto che da ora loro sono al servizio del popolo libico e non più del regime. Alcuni di loro stanno esercitando un'azione importante per coagulare un consenso». L'obiettivo principale è che il consenso di coaguli intorno al piano/Senussi. La partita è aperta. Ma questo è quello che, in queste ore, sta facendo l'intelligence anglo-americana. Con l'appoggio "discreto" dell'Italia.

Tratto da : Agenzia AMI

mercoledì 2 marzo 2011

Volantinaggio monarchico

Volantinaggio monarchico

(17 marzo 2011)


Vi aggiorniamo circa l’iniziativa in programma giovedì 17 marzo 2011 :

Nell’evidenza della marginalizzazione o meglio dell’esclusione dei rappresentanti di Casa Savoia, dalle manifestazioni ufficiali per il 150° Anniversario della Proclamazione del Regno d’Italia, e nell’evidenza che il Risorgimento “raccontato” in occasione di questo giubileo sia stato ripulito con cura certosina da ogni valore che possa ricordare la Monarchia, noi testimonieremo il contrario, denunciandolo con una manifestazione pubblica in strada.
Lo stesso “titolo” dato all’Anniversario, “150° dell’Unità d’Italia” è un falso (perché l’Unità d’Italia è stato un processo a puntate, conclusosi il 4 novembre 1918) per indurre le giovani generazioni a credere l’Italia, repubblicana all’origine !
Anche a livello locale, il programma degli eventi commemorativi, basa la maggioranza degli appuntamenti su due “colonne” : Garibaldi e le camice rosse !
Nella desolazione di questo panorama nazionale e locale, la nostra piccola iniziativa vuole essere una piccolo raggio di luce per pungolare l’opinione pubblica nonostante tutto.


In previsione dei prossimi appuntamenti elettorali a livello locale, regionale e nazionale, Alleanza Monarchica - Stella e Corona può tornare a rappresentare il punto di riferimento politico dei monarchici di ogni gruppo e associazione, rappresentando contemporaneamente una diversa e valida opzione per tutte quelle persone stanche dell’attuale sistema politico ed istituzionale repubblicano.


Programma operativo :

-          Ore 09.30 Ritrovo presso il Caffè del Teatro in piazza del teatro Sociale per una colazione offerta da Alleanza Monarchica - Stella e Corona di Biella.
-          Ore 10.00 dopo aver suddiviso il materiale disponibile (Volantini e copie di “Italia Reale”) ci avvieremo alla volta di Via Italia, dove occuperemo (secondo le disposizioni del Comune) un breve tratto della stessa a valle e a monte del Battistero, provvedendo alla distribuzione ai passanti.
-          Ore 11.30 circa (si vedrà dal successo della stessa iniziativa) ci raduneremo sotto al porticato di Palazzo Oropa (davanti al Battistero) per fare il punto della situazione e organizzarci per pranzare assieme in allegria e in onore di Casa Savoia !


Alberto Conterio
Commissario per il Piemonte
Alleanza Monarchica – Stella e Corona

Monarchia nel mondo

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