lunedì 18 marzo 2013

Ricordando Re Umberto



Ricordando Re Umberto

Sono già passati trent’anni!
Oggi 18 marzo saranno passati trent’anni dalla morte del Re Umberto II di Savoia, avvenuta in Svizzera, lontano dalla sua casa e dall’Italia che tanto amava, dopo trentasette anni di esilio. Condannato all’esilio, pena neppure prevista dal nostro ordinamento giuridico e senza regolare processo, non ha mai “disturbato” dal Portogallo con proteste o recriminazioni, le istituzioni del suo Paese lontano, come si conviene ad un Nobile Signore della più antica Dinastia d’Europa. 


È stato comunque vicino al popolo italiano fino alla fine, anche quando già fortemente menomato dalla malattia che l’avrebbe divorato di li a qualche mese, volle aiutare come poteva le popolazioni dell’Irpinia. Centinaia le famose buste gialle distribuite dal suo fedele ministro Falcone Lucifero agli italiani in difficoltà, come a ogni altra disgrazia o tragedia precedente.
A Marcinelle nel 1956 ai funerali di tanti fratelli italiani morti nelle miniere belghe, le Istituzioni repubblicane presenziarono con un sottosegretario, Re Umberto, rappresentava l’Italia Reale di persona, ed il popolo italiano l’ho ripagò abbondantemente il giorno del suo funerale. Presenti a migliaia all’Abazia di Hautecombe in Savoia nonostante il maltempo e l’ostracismo dei gendarmi francesi. Giunsero da ogni regione, da ogni città, da ogni borgo, anche i più lontani. Quel 23 marzo del 1983 erano presenti Re e Regine, Capi di stato e ambasciatori, ufficialmente assenti le istituzioni italiane. Una mancanza di rispetto e di stile che lasciò tutti con l’amaro in bocca, anche gli stranieri.
Sarebbe stato un buon Re? Certo che sarebbe stato un buon Re!
Mai una parola di troppo o sopra le righe  abbiamo scritto, un comportamento irreprensibile. Di Lui restano alcuni messaggi inoltrati agli italiani per le occasioni più importanti o per gli stati d’animo che sentiva più forti e utili da esternare, che testimoniano il suo profondo senso dello Stato e un acume non comune, come quando nel 1963 con largo anticipo sulle scelte che oggi si dimostrano dirompenti per il nostro Stato e la fiducia nelle Istituzioni unitarie affermò “…e voglio sperare che non si attui un dispendioso ordinamento regionale che è lungi dallo stabilire un sano decentramento amministrativo, mentre urgono provvedimenti per gli ospedali, le case, le abitazioni e lo sviluppo delle zone depresse…”
Veggenza? No, semplicemente il buon senso di un grande Uomo con la Storia che gli scorreva nelle vene!
Desidero ricordare così Umberto, il nostro Re, per sempre!  

Alberto Conterio

Monarchia nel mondo

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